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mercoledì, maggio 21, 2008

QUANDO UN PREZZO E’ POPOLARE (ovverosia, hanno chiuso il bitte)

 

forse ieri, mi arriva una mail da facebook. è un amico che, tramite mail inviata in automatico, mi invita ad affiliarmi al gruppo online creato per protestare e manifestare solidarietà contro la chiusura del BITTE, noto e notorio circolo arci che ha aperto solo pochi mesi fa a milano, in zona sud ovest.
di seguito, potete trovare il testo della mail che i proprietari / gestori del bitte hanno scritto:

 

A CHI DA FASTIDIO UN ARCI EUROPEO CON PREZZI POPOLARI?

La polizia annonaria e i Vigili del Fuoco ieri notte hanno controllato e verificato le capacità tecniche del Bitte chiudendolo, alle 6.00 di questa mattina, e mettendo i sigilli.
Le motivazioni addotte sono di non rispettare le norme dei locali pubblici, ma il circolo A.r.c.i Bitte non è un locale pubblico e non è una discoteca, bensì uno spazio aperto associato nella formula del circolo ricreativo.

A sei mesi dall’apertura, i gestori del Bitte hanno provveduto alla messa a norma (acustica e di servizi) del locale; ma dall’inizio i volontari lavoratori del Bitte hanno dovuto confrontarsi con la pubblica sicurezza in termini apparsi mai chiari.
Detto questo, chi ha attraversato anche solo una volta il circolo di via Watt ha colto il grande potenziale di uno spazio simile, assolutamente all’avanguardia mantenendo prezzi popolari, un circolo che fin dal nome prende spunto dai luoghi industriali recuperati di Berlino, e dal loro modo di intendere la socialità e il divertimento.
Inoltre è uno spazio che ha portato non solo serate all’avanguardia nel campo musicale, ma anche teatro, film, incontri pubblici, attività come il bycicle sharing e il corso di Italiano per stranieri finanziati dalla Provincia di Milano.

Insomma, è lampante e palese che la ricchezza del Bitte è una ricchezza per la città, un luogo che, come pochi a Milano, mantiene una certa originalità e non omologazione (in termine di proposte culturali)

In chiusura ecco un piccolo bilancio, di questi primi sei mesi…

Per il Bitte il bilancio non può che essere soddisfacente: a parte i premi (vedi quello del magazine 2Night che ha premiato il circolo come miglior situazione del 2007), a parte le decine di serate con un occhio di riguardo alle sottoculture (e non solo), ci sono anche i numeri dalla parte del nuovo circolo Arci:

 più di 12.000 tessere sottoscritte dal 14 novembre a oggi, una media quotidiani da quando è in funzione il ristorante biologico al secondo piano, una schiera di circa 30 volontari che quotidianamente lavorano sul territorio in maniera assolutamente autonoma e professionale…

Insomma il successo del Bitte è sotto gli occhi di tutti e sempre più persone identificano il locale di via Watt come punto di riferimento per serate di relax o autentico spasso, a costi di ingresso assolutamente concorrenziali, una scelta ponderata visti i costi per il divertimento, in città molto alti.

Lunedì il Bitte, nel cortile accoglierà con un aperitivo i cari e affezionati clienti del ristorante e parteciperà alla conferenza stampa indetta dai circoli Arci, che si terrà lunedì 19 Maggio alle ore 11.30 al Parco Trotter

CHIEDIAMO A TUTTI I SOSTENITORI DEL BITTE DI FAR GIRARE LA VOCE ONLINE AFFINCHE' TUTTI SAPPIANO QUALE E' LA PIEGA CHE STA PRENDENDO IN QUESTA CITTA'

 

ora, per carità, che il bitte fosse un gran posto, con enormi potenzialità, a mio parere non sfruttate appieno, non è in discussione. soprattutto se si vive in una città nella quale trovare locali di un certo tipo, con un certo target, dal respiro così “europeo” (mi spiace sfruttare questa definizione, a proposito del bitte, già largamente usata da altre persone, ma credo che renda molto l’idea). ed è per questo, anche se non ci credo molto, che spero che il bitte riapra i battenti al più presto.
certo, però, che leggere, soprattutto nel titolo, dei prezzi popolari, mi fa un po’ ridere. perché sul bitte, come su altri circoli arci di milano (penso alla casa139, già), si può dire di tutto, tranne che abbiano prezzi popolari.
pagare una birra cinque euro, dover riportare indietro il bicchiere per riavere un eurino, trovarsi in molte occasioni a mezzanotte in un locale che conta cinquanta presenti, di cui 10 baristi e 15 buttafuori, non credo sia molto da circolo arci.
so benissimo, come diranno in tanti, la solita tiritera che la tessera arci la fai ad inizio anno e poi puoi andare nei circoli arci di tutta italia, ma chi cazzo ci va, nei circoli arci di tutta italia? io vado al bitte, alla casa 139 per i concerti, e ogni tanto al magnolia. e basta. e dover pagare 10 euro per un djset al bitte, se si devono pagare anche 10 euro di tessera, non è certo molto da circolo arci, per l’idea che mi son sempre fatto, di un circolo arci (dai tempi del box 52 a como, credo).
e anche se giustamente mi si potrebbe dire, anzi mi si dirà che quell’entrata serve per pagare il cachet del dj set o del gruppo di turno, nessuno mi toglierà dalla testa che quei soldi servano fondamentalmente per pagare quei cinque buttafuori.
quindi, per una volta, questo blog apre una discussione su più fronti: ovviamente è molto dispiaciuto della chiusura del locale, e spera che venga riaperto al più presto. e vi invita a manifestare la vostra solidarietà via mail, o aderendo al gruppo di facebook, che trovate qui.
al tempo stesso, però, vi invita a dare un occhio ad esempio a questo blog, in cui si è riportata la mail di quelli del bitte, ma in cui, nei commenti successivi, si sentono una serie di voci diverse, e contrastanti, circa quel locale. e non solo a proposito della questione bitte.
lunga vita al bitte, comunque. magari non come circolo arci, ma come locale vero e proprio. giusto per avere un po’ di coerenza in più..

postato da: boll alle ore maggio 21, 2008 09:27 | link | commenti (16)
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martedì, maggio 20, 2008

IL VECCHIO E IL GIOVANE

 

l’appuntamento al mio compagno di tavola per la serata per le nove ed un quarto in plaza del sol, lo stesso luogo dove, dieci anni fa, io e altre otto persone avevamo passato tre giorni di interrail, ma siccome ancora non son abituato alle tempistiche del metro madrileno (mentre a milano passa, tra una fermata e l’altra, a madrid sarà all’incirca il doppio), gli do un bel ritardo di venti minuti.

lui è un amico di mio fratello, con cui per qualche mese avevo fatto dei viaggi torino – como, io di ritorno dal mio lavoro di merda (che mesi terribili, quelli) e lui, studente fuori sede al primo anno, era ancora nella fase in cui tornava ogni weekend, e non appena mi vede mi dice “cazzo, davidone, come sei diventato grande”. sarà un anno che non mi vede, presumo, ma evidentemente quel grande sta per “vecchio”, o per “ciccione”. Non accuso il colpo, ed iniziamo a parlare del più e del meno, di cosa fa lui lì, e di cosa faccio io lì.

dato che è un sacco che non lo vedo, evito di calcare la mano sul fatto che lui sia reduce da una sbronza triste, causa squadra del cuore fuori dalla champions e contemporaneo scudetto alla squadra odiata; mi fa girare nelle vie attorno a sol, vie abbastanza turistiche. ad un certo punto, in una stradina, ci si avvicina un tipo, fuori dalla porta di un locale, e gli dice qualcosa, tipo che c’è per noi una birra gratis, o cose del genere.

poco prima, un altro tizio mi aveva detto la stessa cosa, parlando di un chupito, ma io invece avevo subito fatto no con la testa, senza neanche ascoltarlo, un po’ come quando viene da te il tipo che tenta di venderti una rosa (o gli occhiali che si illuminano!). invece, a sto giro, il mio amico dice subito sì, e tira dritto verso il bar; io son sospettoso di mio, mi aspetto che dentro ci sia la gabola, che magari ci sia qualche consumazione obbligatoria, o qualsivoglia inculata. In fondo, non posso non ricordare, in quel momento, che sempre dieci anni fa, finimmo tutti come dei babbi di mischia in un locale equivoco e promiscuo in gran via, in cui c’erano ragazze con le zinne di fuori che volevano farsi offrire da bere.

comunque, evito di aprire bocca: in fondo, lui è lì a madrid da tre mesi, e se ha accettato avrà i suoi motivi, e non è il caso di fare il vecchio, visto che già, tra l’altro, del vecchio, mi ha già dato.

entriamo dentro, ed il locale è completamente vuoto, se non per altre due ragazze in zona bancone; lui va a contrattare con la barista, ed io nel frattempo mi guardo in giro sospettoso, temendo che da un momento all’altro spuntino o delle prostitute, o dei balordi, o qualcuno che ci porti una bottiglia di champagne che poi dovremo lautamente pagare. trenta secondi dopo, e mi viene incontro con la cana di birra che il tizio losco, fuori dal locale, ci aveva promesso.

parliamo del più e del meno, e dopo poco lui mi fa: “sto posto qui, è incredibile: io vengo qui ogni sera a farmi una birra. passo da qui ogni sera, verso quest’ora, e siccome non c’è nessuno, loro danno questi free drink per una birra. e quindi io vengo qui ogni volta, entro, bevo una birra, e me ne vado”. penso che questo sì che è essere giovane, essere a madrid in erasmus, altro che sembrare sempre più grande, essere sospettoso, aver paura di essere inculati,e quant’altro.

abbiamo cinque anni di differenza, io e lui, e si vedono tutti, non solo per la quantità di capelli in testa: iniziamo a discutere di come questo posto continui a fare quest’offerta della birra gratis, facendomi notare che comunque tutta la gente che entra va al bancone, consuma, e esce subito. così come, pochi minuti dopo, faremo noi. le pensiamo un po’ tutte, e poi ci diciamo che in fondo, a loro, costa poco, e che magari, una sera ogni dieci, con questo metodo, il locale riescono a farlo girare.

la chicca finale, quella che mi fa capire che non c’è un cazzo da fare, io sono di un’altra generazione, arriva quando lui mi dice “pensa che, oggi ad esempio no, ma di solito c’è musica talmente alta che non si riesce neanche a parlare tra di noi, quindi arriviamo qui, ci beviamo sta birra in silenzio, guardandoci in giro, e poi usciamo subito”. giovani d’oggi, alcolizzati, a modo loro.

postato da: boll alle ore maggio 20, 2008 09:39 | link | commenti (3)
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lunedì, maggio 19, 2008

IL RICHIAMO

 

quando finalmente prendo possesso della mia camera di albergo, sarà l’una di domenica. ho dormito poco, e male, su di un materasso, in una sala in cui non c’erano le tapparelle, ma c’erano cinque finestrelle una collegata all’altra (ovviamente non trattasi di una critica verso chi mi ha ospitato in casa, anzi…).

la camera è un po’ più piccola dell’altra volta, ma ha una signora doccia, e nella noia esplorativa, accendo la tv e trovo canale sportivo, in cui inizio a godermi il ritorno nella liga spagnola del numancia. consultando anche il giornale di fianco, scopro che alle ore 15, sullo stesso canale, canal+, e ascoltando della partita del numancia, scopro che la partita che faranno vedere sarà catania – roma, e me ne faccio una ragione.

decido di andare in un centro commerciale poco lontano dall’albergo, per mangiare qualcosa, e poi tornare in camera, davanti alla tv, sperando che diano notizia sulla partita dell’inter.

il centro commerciale è surreale, tutto completamente chiuso, tranne una decina di pizza hut, ristoranti, burger king, quant’altro. ne scelgo uno a cazzo, e mi piazzo davanti ad una tv che manda puntate ad oltranza dei simpson.

quando manca poco all’inizio della partita, chiedo, con il mio spagnolo stentato (e voi sapete perché), se possono mettere sul canale che fa vedere partita di serie A italiana: in fondo, ci son pochi tavoli occupati al ristorante, e gli altri, tutte coppie di anziani, non stanno seguendo i simpson.

dopo un po’ di tentennamenti, trovano il canale, e mi vedo davanti il calcio d’inizio tra udinese e milan. ora, va bene tutto, ma vedere il milan, proprio no (anche se, nei primi due minuti, rischia già di prenderne uno…).

anche perché, dopo pochi minuti, vedo che il ristorante di fianco sta facendo vedere l’inter. vado dal mio cameriere di fiducia, e con uno spagnolo già meno stentato che prima, chiedo di vedere anche io quel canale (il cliente, in fondo, ha sempre arraggione).

riescono a trovarmi il canale giusto, ed io ho penso “ecco, lo sapevo, avevo promesso di non farlo, ed invece sono davanti ad una tv a vedere l’inter”; ordino il dolce e una birra, e mi immergo completamente. quando, dopo venti minuti, mi rendo conto che sarò già al terzo “porcamadonna”, capisco che forse dovrei cambiare location, anche perché a) va bene che gli anziani non stan seguendo il calcio, ma mi sa che le bestemmie, specie se urlate in silenzio, si capiscono, b) il mio collega toscano/spagnolo mi dice che quel canale è il tv2 spagnolo, e che quindi si dovrebbe vedere ovunque.

finisco la birra in un attimo, e vado in albergo. ed inizio un vorticoso zapping tra secondo canale, che manda inter parma, e ottavo, che manda roma catania: la roma vince, e l’inter non combina un cazzo, anzi passa i primi dieci minuti del secondo tempo a soffrire non poco. e ogni volta che giro sulla roma, la roma sta attaccando. ed ogni volta che giro sull’inter, il parma sta attaccando.

prometto a me stesso che se si va avanti così fino al trentesimo, spegnerò la tv e andrò al prado, chè la domenica, dalle cinque, è gratuito. in uno dei miei cambi canali, mentre la roma è prima, l’inter seconda, e il milan in champions, in una palla persa dal catania, sento un boato, e grazie al mio scintillante spagnolo capisco che il commentatore annuncia il gol dell’inter”. passo al due, e mi ritrovo venti persone festeggianti, e relativi replay. l’albergo deve essere vuoto, quantomeno il mio piano, altrimenti non mi spiego come sia possibile che nessuno abbia chiamato, allarmato, la champions. da lì è un andirivieni di festeggiamenti e bestemmie: ogni volta che giro sull’inter, siam lì che giochiamo un po’ meglio. ogni volta che c’è un angolo per il parma, giro sulla roma, e vedo il catania che prende traverse, che tira fuori di 10 centimetri in rovesciata, col portiere giallorosso che fa miracoli, quando non è a terra impegnato a farsi male. è solo al secondo gol del parma, che capisco che è fatta, e mi posso concentrare sulla roma che, secondo me, capito l’andazzo, vende la partita al catania, per farlo pareggiare.

finisce che l’inter ha vinto lo scudetto, ed io esterno poco, festeggio tutto dentro, un po’ come quando ho beccato il numero secco alla roulette, a natale.

festeggio dentro, mando giusto un paio di sms per togliermi i sassolini dalle scarpe, a gente più rosicona del proprio vicecapitano nonché concittadino. festeggio dentro, anche perché non è giusto festeggiarlo, fuori, e i motivi li avevo già spiegati.

certo che, inter campione d’italia dopo aver illuso per due settimane la roma, parma, che ho sempre odiato, in b, catania di walter zenga salvo e soprattutto il milan in coppa uefa (preparerò le spille, giuro), è una botta mica da poco.

ed infatti, un pochino, qualche ora dopo, festeggio. mi ritrovo in un bar, con il mio collega toscano / spagnolo, felice per la fiorentina, ad alzare un calice. Io brindo a galliani, lui ai milanisti. va bene così. ed un po’, mentre io sono a cena con un milanista affranto e mi arrivano gli sms di chi, solitamente di fianco a me in curva, è allo stadio per festeggiare, mi spiace non essere lì. ma solo un po’.

postato da: boll alle ore maggio 19, 2008 09:27 | link | commenti (60)
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venerdì, maggio 16, 2008

- ma l'avete letta, nei giorni scorsi, la notizia del tipo svizzero che è morto perchè caduto dal balcone di una stanza d'albergo mentre era impegnato a fare gara di sputi con l'amico!?

- gli oroscopi servono. sempre. qui, troverete il vostro, per i prossimi sette giorni.

- è nato un nuovo intercity, il ginevra ferrara. probabilmente il miglior treno che si possa vedere in giro. felicitazioni massime.

- il sottoscritto, come molti sapranno, se ne va a madrid, per la bellezza di 16 giorni. per seguire un corso che a giudicare dagli allegati sarà massacrante, per godersi la città, per vedersi quei benedetti tre musei che già l'altra volta aveva subodorato, per salutare un po' di vecchie conoscenze, per prendere un po' di sole, per passare un bel weekend e, non ultimo, per essere lontano da parma, domenica pomeriggio. dovrei comunque riuscire ad aggiornarlo, il blog. eviterò, per non fare danni, di dare l'autorizzazione ad altri a scrivere, visto gli effetti nefasti visti in questo periodo.
postato da: boll alle ore maggio 16, 2008 15:53 | link | commenti (7)
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visto che l’argomento ieri vi è piaciuto, vi regalo altre due orette a parlare di calcio. nuove pagelle, di inter siena, qui.

 

j.cesar, 5,5. non perfetto, ma dirgli qualcosa dopo la stagione che ha fatto sarebbe come criticare madre teresa perché ha scorreggiato spirando.

materazzi, 3. marzo 2003, leverkusen, 44' del primo tempo, champions league, calcio di rigore su martins. morfeo strappa la palla a emre, lo batte e sbaglia. tutti in coro: "sei un inaudito coglione". allora il giudizio fu sfumato perché vincemmo la partita.

maxwell, 4,5. cinque giorni prima, il suo procuratore: "l’inter dimostri di volerlo tenere, altrimenti lo perderà". dopo le perle col siena, si potrebbe trovare un accordo sulla base di un quarto dello stipendio attuale con vitto, alloggio e alcolici a suo carico.

zanetti, 5,5. materazzi strappa il pallone a cruz, maicon placca l'argentino, vieira si aggiunge alla mischia, mancini si spertica dalla panchina... ma ecco che una coloratissima farfalla attira lo sguardo del nostro capitano.

cambiasso, 5,5. all'ennesima partita che conta, comincia a ricoradare la classica tipa che, vista da lontano in minigonna e tacchi, sembra una figa e che invece da vicino si rivela un mezzo cesso. di quelle che i vigili dovrebbero multare.

jimenez, 5,5. che colpa gli si può dare: ha cominciato sei anni fa nel deportivo palestino, poi l'anno scorso ha impressionato non giocando nella ternana e ha mostrato ottimi numeri non giocando nella lazio. In più se a tel aviv si fossero accorti che da qualche parte c'è un club chiamato deportivo palestino, lui ora sarebbe a lanciare sassi per le strade.

cruz, 5,5. materazzi non avrebbe tolto il pallone dalle mani di ibra. come spiegare tre carriere in dieci parole.

mancini, sv. 15 anni di allenatori con carriere fatte di 'se' ci bastano per i prossimi 40 anni: "se ince fosse stato in campo", "se ci avessero dato il rigore su ronaldo", "se il tiro di ze elias fosse entrato", "se recoba avesse segnato il rigore", etc. dopo parma deve essere lui e non moratti a indossare la maglietta "questo a fianco è un cretino".

postato da: boll alle ore maggio 16, 2008 09:34 | link | commenti
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giovedì, maggio 15, 2008

DOVREI PARLARE DI DUE COSE

 

di una ne volevo parlare già prima, poi la settimana pre festa mi ha portato a catalizzare l’attenzione su altro, ed ho lasciato perdere, nonostante a)ne volessi parlare b)avevo ottimo materiale da condividere.

una decina di giorni fa, commentando il derby, avevo detto chiaramente “se l’inter non vince con il siena, questo scudetto, l’ha perso”. lo pensavo veramente. se l’inter non fosse riuscita a vincere contro il siena, in casa, con ottantamila tifosi a favore e contro una squadra senza il minimo stimolo (tra le domande che mi son fatto, c’era anche la seguente: “ma come cazzo è possibile che una squadra inutile come il siena, che ha sopravvissuto anni come succursale della juve, essere già salva a tre partite dalla fine!?”), figuriamoci se, in caso di mancata vittoria, riuscirà a battere fuori casa una squadra che sta lottando per la retrocessione.

e dopo quel derby, avevo già detto, alla persona che mi accompagna, da anni, in curva “dopo questa partita, se sto scudetto lo vinciamo, io mi rifiuto di festeggiarlo in piazza. perché abbiamo avuto l’occasione di vincere lo scudetto in un derby, e di inculare loro per la champions (poi si sono inculati da soli), e non ce l’abbiamo fatta. così come l’anno scorso potevamo vincere lo scudetto battendo in casa la roma, e non ce l’abbiamo fatta. questi qua, non si meritano i festeggiamenti”.

a proposito di quella partita, interistiorg aveva pubblicato delle pagelle geniali dal titolo esemplificativo di “pagelle del derby che non abbiam vinto e non abbiam pareggiato”, qui. in cui, tra le migliori, non posso non citare:

rivas, 5,5. rischia l’espulsione su favalli e si fa anticipare da inzaghi sul primo gol. un paio di errori gravi, ma non certo quanto limonare con un uomo pensando che sia una donna un po’ cessa.

materazzi, 5,5. sul primo gol, kakà lo sfida in velocità: per rendere la sfida meno impari, il brasiliano avrebbe almeno dovuto dargli il tempo di montare a cavallo.

vieira, 4,5. probabilmente aveva scommesso sulla contemporanea ipswich – hull city e non riusciva a pensare ad altro.

maniche, 6. fa il proprio dovere portando in giro i suoi 3400 chili e annullando pirlo. però per ritrovare la forma perfetta dovrebbe passare qualche anno in uno scantinato austriaco.

crespo, 5. è un dolore criticarlo ma temiamo che gli sia successo quello che è accaduto a milly d’abbraccio tra “paolina borghese, ninfomane imperiale” del 1998 e “l’educatrice – parte seconda” del 2005: è invecchiata.

mancini, 5. tre scelte iniziali coraggiose: rivas, maniche, crespo. tre sostituzioni: rivas, maniche, crespo.

 

dopo una settimana, c’è stata la partita di siena. giocata dai soliti giocatori che si cagano sotto. avanti di un gol, han pensato bene di difendersi, mancini ha fatto i soliti cambi a cazzo, e la partita la si è pareggiata. quindi, come da mia previsione, di cui sono ancora convinto (me possino ccecà se lo dico per scaramanzia), l’inter perderà questo scudetto, perché non è in grado di affrontare a livello psicologico una partita importante che sia una. se quegli undici bigoli avessero avuto, in campo, la determinazione e la rabbia di una sola delle persone allo stadio di fianco a me, li avrebbero uccisi, quegli undici pantofolai del siena.

la mia unica fortuna è che domenica, alle tre, a seconda delle condizioni atmosferiche, sarò o al reina sofia, o al parco, a madrid, a prendere il sole. e accenderò il cellulare solo alla fine, per essere aggiornato.

felice di essere a madrid, perché se perderanno lo scudetto, non dovrò sorbirmi gli sfottò dei colleghi al lavoro (qui equamente divisi tra milanisti e interisti) (i milanisti, stranamente, ancora parlano). se lo vinceranno, ma ora come ora la vedo oggettivamente dura, eviterò di festeggiare, perché questa massa di bigoli, proprio non c’è motivo di festeggiarli.

 

per chiudere comunque col sorriso, in mezzo, c’è stata inter lazio, di coppa italia. qui, trovate le pagelle. ed io, non posso non segnalare:

burdisso, 6. non è elisabetta canalis, non è gegia: sta al discreto livello di una claudia peroni.

bolzoni, 5,5. promettente ma ancora acerbo, come il fondoschiena delle starlette di non è la rai.

pelè, 6,5. gol spettacolare e inatteso. quanto mara carfagna: dal programma di mengacci alla responsabilità sul futuro degli italiani.

cesar, 5,5. schierato fuori ruolo, delude un pochino. ma se si può fare un governo con ministro della semplificazione e ministro delle politiche giovanili, ma senza ministro della sanità, figurarsi se non si può fare una squadra con quattro terzini e nemmeno un’ala.

 

postato da: boll alle ore maggio 15, 2008 10:29 | link | commenti (30)
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mercoledì, maggio 14, 2008

ALTRO DA VENERDI'

le foto di alessio...
tutte le altre, le trovate qui  .

e qui ci sono i video, di ennenne :


postato da: boll alle ore maggio 14, 2008 10:15 | link | commenti (6)
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martedì, maggio 13, 2008

PENSIERI SPARSI SULLA FESTA

 

è stata una festa diversa dal solito: era la prima volta che lavoravamo con le persone di quel locale, era la prima volta, praticamente, che facevamo una festa a milano città, era la prima volta che usavamo anche un mezzo come facebook (e come zero.eu) (questa è per te, ennenne) per pubblicizzarlo.

io, insieme alle altre persone coinvolte nell’operazione, so benissimo una serie di cose. so, ad esempio, com’è la festa perfetta, che noi tutti vorremmo. questa festa, ha cinque, fondamentali, caratteristiche: ingresso libero e gratuito; facilmente raggiungibile; assoluta libertà sulla musica; un bar a prezzi popolari.

cinque semplici caratteristiche, per avere la festa perfetta. già. io, sfido chiunque, a riuscire a sommarle tutte in un’unica serata: esterni, ad esempio, non ci riesce: propone birrette a quattro euro, e non ho mai visto una sola festa di esterni nella quale gli amplificatori non venissero staccati dopo le due. e questa non è una critica ad esterni, nel senso che alle loro feste ci sono sempre andato, fanno cose che a mio parere sono ammirevoli, ma solo per dire che, in effetti, ottenere una serie di cose, tutte insieme, è un po’ impossibile. senza “un po’”.

nelle ultime feste, eravamo riusciti ad affittare una location un po’ fuori mano, a melegnano, una cascina in mezzo al verde: avevamo la libertà di non far pagare l’entrata, di gestire un bar a prezzi popolari, di mettere la musica che volevamo; dall’altra parte, la location non era molto agevole da raggiungere (eufemismo), e ad una certa ora (le tre), dovevamo sbaraccare.

e un po’ di gente, poco dopo quelle feste, ci aveva detto che sarebbe tanto voluta esserci, ma che a melegnano non sapeva come arrivarci.

abbiamo cercato, quindi, di cercare un posto più a portata di mano, e lo abbiamo trovato, tramite due amici, negli ex capannoni richard ginori, dove c’è un locale che si chiama 56: in questo modo, riuscivamo ad avere un locale che innanzitutto era più a portata di mano per molta gente, e che ci permetteva di tirare un po’ più tardi del solito, almeno fino alle quattro.

ci abbiamo anche pensato, all’idea di poterlo prendere completamente in gestione, per una sera, in maniera tale da poterci occupare anche del bar, ma ci chiedevano tanti di quei soldi che non ne avete idea. tanti di quei soldi che poi, per rientrare nelle spese, avremmo dovuto gestire il bar agli stessi prezzi che poi la gente si è trovata davanti.

alcune cose, venerdì sera, non sono andate: il bar che forse per impreparazione, forse per disposizione, forse per chi ci lavorava, probabilmente sommando le tre cose, non era all’altezza del quantitativo di gente: cocktail che arrivavano lentamente, fusto della birra che un po’ andava e un po’ no, ghiaccio finito ad un certo punto della serata, così come i bicchieri: o i gestori del locale non ci credevano che avremmo portato tanta gente, oppure sono, semplicemente, inadatti.

sulla location in sé, ho avuto indicazioni varie: alcuni dicevano che gli piaceva molto, altri dicevano che ci eravamo imborghesiti, che si aspettavano qualcosa di diverso, di più “rustico” (in effetti, tra erbonne, albavilla, melegnano, la gente l’avevamo sempre preparata al peggio).

credo che la location, sia tra le migliori che al momento si possano trovare. comunque facilmente raggiungibile, sebbene non fosse di nostro gradimento come dislocazione e non sia stata molto modificabile a livello di allestimento, era comunque isolata, non creando problemi legati alla rumorosità, e aveva uno spazio aperto comodo un po’ per tutti.

i prezzi dei cocktail erano quel che erano. se tornerete in quel locale, a meno di serate particolari, la consumazione costerà otto euro, a prescindere: noi, siamo riusciti a spuntare cinque euro per la birra, e sette per il cocktail. non è che milano offra prezzi tanto più bassi, considerando che non solo l’ingresso era libero, ma che non c’era consumazione obbligatoria: la gente era libera di far quel che voleva, se avesse consumato tanto meglio, se fosse venuta lì, fosse rimasta un’ora, avesse ballato, si fosse fatta i cazzi suoi per poi andarsene, nessuno, noi in primis, avrebbe detto niente. non so quanti altri locali, a milano, danno questa possibilità: chiaro, ci sono, atomic, rocket, goganga, eccetera, ma i prezzi delle consumazioni sono lì, e anzi, non son certo più bassi.

che poi qualcuno mi dica che il 56 non era proprio un locale non mi trova completamente d’accordo: c’era un dj, c’era la pista per ballare, e non chiudeva alle due. Il confine, in sti casi, è labile..

sapevamo tutti, comunque, che il prezzo delle consumazioni, soprattutto per chi è venuto alle altre nostre feste, sarebbe stato un punto debole: a sto giro abbiamo deciso di avere più libertà sugli orari, e di fare una festa più a portata di mano per tutti: in cambio, abbiamo dovuto mollare qualcosa sul piano dei prezzi.

se poi ci penso su meglio, sulla questione dei prezzi, e penso a como, ad esempio, mi rendo conto che in fondo, solitamente, se vado al politeama, la birra la pago un euro in meno, e sono in un posto che non è niente di che, in cui vedo sempre le solite facce, sto lì a parlare, e se mi va bene, non mi prendo una coltellata o un pugno in faccia da un ultra del como o da uno sbandato; è anche per questo, ripensandoci su, a mente fredda, che non mi posso proprio lamentare di come sia andata la festa, ed è per questo che la rifarei esattamente come è andata, magari con un occhio di riguardo in più verso i baristi (che poi si rifaccia o meno, in quel luogo, è tutto da vedere).

sapendo che difficilmente riusciremo mai ad avere quei cinque punti tutti insieme, quello che cercheremo di fare sarà cercar location che a volte prediligano alcuni di questi aspetti, a volte gli altri. sempre alla ricerca dell’optimum, sia ben chiaro, ma ben consapevoli del fatto che difficilmente sarà raggiungibile.

eravamo comunque circa quattrocento, secondo i miei calcoli spannometrici. ed ho avuto più commenti positivi che commenti negativi. mi va benissimo così.

finisco sto pippone ringraziando innanzitutto nicola e giulio, senza i quali la festa non si sarebbe fatta, ringraziando tommy, che ha messo gran bella musica, ale, iris, arianna, alessio, che han fatto foto per tutta la sera, chi è venuto apposta da como, da locarno, da bergamo, da fuori milano. chi ha ballato fino alla fine, e quelli che non mi aspettavo che sarebbero venuti, ed invece ci son stati, a chi ha apprezzato le spille, ed ha continuato a cercarle per tutta la sera: se non l’avete trovata scrivetemi, ed avrete la vostra spilla.

a sto giro, è andata benissimo così.

postato da: boll alle ore maggio 13, 2008 11:43 | link | commenti (18)
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lunedì, maggio 12, 2008

SECONDA PARTE

postato da: boll alle ore maggio 12, 2008 15:40 | link | commenti (4)
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INIZIAMO

 

Il lunedì mattina, voglio iniziarlo con un bel po’ di foto che il buon ale (ma dov’era corrado?!) ha scattato venerdì sera. in alcuni casi monotematiche, ma va bene così. poi passeremo ai commenti, ai video, eccetera.



FINE PRIMA PARTE