ADDIO AL CELIBATO (reprise)
- girando per facebook, sono finito sulle foto di un addio al nubilato. ecco, quell’addio al nubilato, sembra essere stato peggio del nostro. anche se, le foto, sono ingannatrici. anche riguardo al nostro. solo un po’, però.
- un amico mi contatta, su facebook, e mi dice: “guarda le foto di questo addio al nubilato, alcune fanno ridere”. le ho viste, speranzose, ma niente da fare: anche queste foto erano molto meglio delle nostre: gente ubriaca, sposa travestita, e quant’altro. merda.
- una ragazza, oggi , su msn, mi fa “comunque, il vostro addio al celibato, è stato scandaloso” ed ha aggiunto “ma vi pare di andare in giro in quel modo!? nemmeno i miei amici sarebbero capaci di ste cose. magari siete andati pure in giro per musei”. è lì che ho dovuto confessare. e dire la verità. sì, alcuni di noi, me escluso, ovviamente, sono andati per musei. un museo sabato, e uno domenica. ecco, alcuni, han fatto la doppietta. sì, a ripensarci, è proprio uno schifo, che si sia andato in giro per musei. quando ho confessato il tutto, mi è stato detto “figghioli, cose del genere spero di non viverle”. ed ha ragione.
DI WC, CACCHINA, CARTA IGIENICA e altre mirabolanti avventure
può succedere che, nella macchina che guidi io, diretta ieri sera verso una festa dell’unità (non era una festa dell’unità, in realtà. era una festa del partito democratico. e son sicuro di poterla definire una festa democratica, dato che molto democraticamente mentre io mangiavo risotto con salsiccia e salamella, ottimi peraltro, le zanzare mangiavano me. non so dirvi se la loro soddisfazione per la cena fosse pari alla mia, qualitativamente parlando) (altra parentesi, che mi porta sempre più fuori argomento: le zanzare hanno una sola cosa figa: che si fanno ammazzare. mentre le mosche sono lì, imprendibili, prenderle richiede scatto e determinazione, che il più delle volte è anche immotivato, dato che più che ronzarti attorno, le mosche, non fanno, le zanzare si aggirano, cariche ed ebbre di sangue umano, a velocità molto moderata, e con traiettorie facilmente prevedibili. ecco, in più, tu, hai quella rabbia addosso, dovuta al fatto che continuano a pungerti, e quindi sei motivato, e ti pare di poter uccidere tutte le zanzare di questo mondo. questa, è l’unica soddisfazione che ti danno quelle puttane delle zanzare) (ora, riprendere la frase principale, dopo dieci righe di parentesi, sarà impossibile. soprattutto se si aggiunge quest’altra parentesi che state leggendo, completamente inutile), si parli di cessi, e di carta da culo, conosciuta anche come carta igienica.
non so se la cosa sia normale o meno, ma io ho un giudizio su moltissimi cessi: ci sono dei cessi, e con cessi intendo proprio il water, il wc, la tazza, insomma, che mi piacciono, mi mettono a mio agio, e altri meno. cessi in cui il coperchio non sta in piedi e ti arriva sulla schiena, cessi a venti centimetri dal muro di fronte, in cui devi incastrare le gambe in posizioni tipo yoga, oppure mettere un piede nel bidet, cessi in cui l’acqua dallo sciacquone viene giù talmente lentamente che mai e poi mai riuscirai a rendere quel water immacolato. se ci penso, posso dirvi che il cesso che c’è di fianco al mio ufficio non mi piace, perché è il tazzone enorme per portatori di handicap, e lo uso solo ed esclusivamente per pisciarci. Il cesso di casa mia a milano mi piace molto, anche se non è proprio stabilissimo e quindi, quando sposto un po’ il mio baricentro verso sinistra, magari perché sono impegnato al pc (sì, mi porto il pc anche al cesso. no, non lo faccio per guardarmi i porno. e sì, sicuramente avrete anche chattato con me mentre io stavo cagando) la tazza si muove un po’, facendomi pensare, per un millesimo di secondo “ecco, ora mi cappotto con la tazza del cesso, sbatto la testa contro lo spigolo del lavandino, e tosh mi ritrova quattro ore dopo, in coma, ricoperto da acqua e merda”. il cesso di casa di michele mi piace, quello di casa della gio pure, a como il mio cesso mi piace moltissimo, quello del bagno piccolo no, anche se motivo questo fastidio più per le misure anguste dello stesso. il cesso in casa di carlo mi piace, probabilmente anche perché è identico a quello che c’era (e forse c’è) in casa di mia nonna in sicilia. quello della sorella della gio no, non mi piace per niente.
non dico che questa suddivisione in bagni porti da parte mia scelte drastiche, del tipo “questo lo uso, questo non lo uso”, ma suvvia, io sono dell’idea che si debba avere un parere su tutto, e quindi io do un giudizio, prevalentemente di tipo estetico e pratico, sulle tazze del cesso.
ora, vorrei precisare, non è che ci siamo trovati ieri, in macchina, così, da un momento all’altro, in circonvallazione esterna, a parlare di un cesso piuttosto che un altro. la discussione è arrivata alla tazza del cesso (e non sto parlando metaforicamente) per passi.
io, grazie al cielo, come dire, evacuo regolarmente. cioè, regolarmente no, perché dicendo “regolarmente” mi aspetterei una persona che, che so, verso mezzogiorno, sente quel languorino lì, si fionda al bagno, e puntualmente, ogni giorno perde mezzo chilo di peso (in questo momento penso ad un mio caro amico che, puntualmente, verso mezzodì, al lavoro, sente lo stimolo, e va al bagno. solo che, dato che nel suo bagno non c’è bidet, essendo lui persona pulita, ha nel cassetto della scrivania delle salviettine tipo fresh&clean che usa in sti casi. ecco, me lo immagino mentre apre il cassetto della scrivania, tira fuori le salviette, e le persone attorno a lui pensano “attenzione, il merdone sta andando in missione”). evacuo regolarmente nel senso che almeno un paio di volte al giorno, quel mezzo chilo di peso, lo perdo senza problemi (il problema è che, mangiando, ne metto su due…). che io sia in vacanza, al lavoro, che mangi cose più o meno salutari, non ho alcun problema. vado in bagno, mi siedo sulla tazza del cesso, e dopo neanche due minuti, ho già finito la missione. se poi ci rimango altri dieci quindici minuti al cesso sì, è perché sto chattando con voi.
non invidio per niente le persone stitiche, o quelle che hanno il blocco psicologico, per cui riescono a cagare solo nel loro bagno di casa, e che quando giocano in trasferta sono “intimiditi”. a loro, tutta la mia solidarietà. io, non ho nessun problema, datemi un cesso (possibilmente con un bidet di fianco, grazie), ed io faccio quel che devo fare, senza se e senza ma. Una macchina. Una macchina da merda, per la precisione.
comunque, la discussione di ieri, non è neanche partita dal fatto che io sia una macchina da merda (e meno male, voi direte). è partita, invece, da quanta carta da culo uso. pare che io ne usi veramente tanta, e molte persone me l’han fatta notare.
ieri, in auto, mi è stata rivolta questa frase: “a parte che sei l’unico ragazzo che conosca che usa la carta igienica quando piscia. ma usane due, tre strappi. non dieci”. a parte che vorrei confutare, attraverso questo blog, la veridicità di siffatta affermazione: gli uomini, quando pisciano, non usano la carta igienica. comunque, in effetti sì, faccio un uso abbondante di carta da culo, e sì, l’ho sempre fatto. mio padre, che è persona tirchia e tignosa, me l’ha sempre fatto notare, e mi piace voler scrivere una frase ad effetto tipo “ed è per questo che sono andato a vivere da solo”. per sviare dal fatto che io facessi un uso industriale di carta da culo, ho puntato su altri argomenti:
a) in casa, siamo tre. e se dal lino, persona discreta e a modo, mi aspetto un utilizzo corretto e parsimonioso, del magico rotolo, da parte di tosh, considerando ogni tanto le cene che si trangugia, non posso che aspettarmi cagate di quelle colossali, dalle quali ne esce stravolto e si butta sul letto, ancora più magro di quanto già non è. lo vedo, ogni tanto, che passeggia nervosamente davanti alla porta (a vetri) del bagno occupato (ed il bagno, se è occupato, è perché io ho già dato da dieci minuti, ma sono impegnato a chattare con voi), e da come passeggia capisco che da un momento all’altro compierà sicuramente una strage: una strage su di me, se non esco subito, o in alternativa una strage per l’umanità, seduto su quella tazza del cesso. (caro tosh, se scrivo queste cose, è perché so che tu hai un ottimo senso dell’umorismo. grazie a dio)
b) compriamo carta igienica low cost, di quella che costa meno di due panini, per intenderci, ma ciò comporta anche ad una consistenza e ad una lunghezza del roto di molto inferiore ad una soffice, lunga, deodorata carta igienica scottex al sapore di vaniglia e gelsomino, che quando la trovi in qualche bagno, senti l’odore, e rimpiangi la puzza di merda di un bagno in stazione centrale (tale punto mi è stato cassato all’istante, dicendo “ma smettila di dir cagate”).
c) dato che cago un casino, è abbastanza naturale che il nostro rotolo di carta igienica low cost finisca in un attimo.
d) ho provato anche a motivare l’utilizzo della carta igienica a seconda della grandezza dell’apparato pisciatore. un semplice riferimento alla geometria euclidea, che spiega, in maniera scientifica, che a seconda della grandezza, comporta un utilizzo maggiore o meno della carta da culo: con un fighino di pochi centimetri quadrati, un utilizzo modesto di carta da culo è assolutamente comprensibile, ma con… ed è a questo punto che mi è stato detto “sì, chiaro, la geometria clitoridea”. (ed è un bene, che sia stato interrotto, credetemi).
comunque, la soluzione a cui vorrei giungere, è questa: un comodo contenitore, in cui si mette un rotolo di carta igienica per ogni singolo abitante della casa. una numerazione di ogni singolo strappo (mica che qualcuno, tipo me, faccia il furbo), e quindi la verifica, di chi usa più carta igienica. ben certo di poter essere io, il vincitore, in negativo.
tutta questa discussione, però, ieri e stamattina, ha portato ad un unico risultato concreto: ogni volta che ho pisciato, ho strappato, senza pensarci un pezzo di carta igienica. e prima di usarlo, ho contatto tutte le volte gli strappi. sei…sette….sei. sì, ecco, forse sei strappi di carta da culo, per due gocce di urina rimaste dopo dieci secondi di pisciata, è un po’ troppo. forse, e la butto lì, per risparmiare carta da culo (e quindi aiutare la natura, ci tengo a precisarlo. la nostra discussione non verteva sul costo economico) è, così come per i fazzoletti, utilizzare e riutilizzare carta igienica di stoffa. e chiudo questo post di oggi con questa splendida immagine: tasca destra, fazzoletto di stoffa per il naso, tasca sinistra, fazzoletto di stoffa per il bagno. occhio a non confondervi.
L’ADDIO AL CELIBATO, E LA GENTE CHE CAMMINA
l’altra sera, ero al matrimonio di due miei carissimi amici. ma non è esattamente di questo, che vorrei parlare. cioè, in teoria dovrei e potrei anche, ma oramai questo post è formato da due insiemi concettuali: i post che vorrei scrivere, che mi prefiguro in testa, ed i post che scrivo. e questi due insiemi, è un dato di fatto, non hanno un solo elemento in comune.
comunque, dicevo, al matrimonio, mi ritrovo ad un tavolo misto: conosco la maggior parte della gente, e di fianco ho due ragazzi che non conosco. per non fare il solito, che parla solo con chi conosce, e non allarga il gruppo. approfitto delle foto che ho visto nel sito del matrimonio, ed attacco con una ragazza, che conosco ma che non vedo da qualche anno, e le dico “ho visto le foto del vostro addio al nubilato, mi sa che il vostro è stato ‘leggermente’ meglio del nostro.
attacchiamo a parlarne, e lei, mi fa “no, perché è venuta molto bene anche perché l’alessandra, la sposa, si è completamente abbandonata a noi”, ed io, per non essere da meno, le dico “no beh, anche matteo, a barcellona, si è completamente abbandonato….al divano, in alcuni casi al letto”. è a quel punto che intervengono i due ragazzi di fianco a me, e mi fanno “no, perché voi dovete sapere che noi, sul sito, abbiamo guardato le foto dell’addio al nubilato e quelle dell’addio al celibato. e abbiamo concluso che le cose sono due: o avete passato tre giorni andando tutte le notti a puttane…” e qui, siamo intervenuti io e tosh, l’unico del tavolo che, oltre a me, aveva partecipato all’addio al celibato, e abbiamo detto “sicuramente, è la seconda opzione”. i due tizi hanno continuato, ed hanno detto “oppure, siete degli sfigati pazzeschi. no, perché insomma, guardiamo le foto delle ragazze, e vediamo delirio, casino, eccetera. poi guardiamo le vostre foto, e vi vediamo camminare. e basta. abbiamo anche pensato che le abbiate fatte apposta, quelle foto, per sviare, perché sono troppo palesemente da sfigati, se uno vuole farle per nascondere, le fa un po’ meglio, meno ‘estreme’…dunque, ci piace pensare che in realtà siate andati tutti i giorni a puttane.”
ovviamente, una volta messo alle strette, sono andato all’altro tavolo, ho chiamato l’organizzatore dell’addio al celibato, dicendo “ti devono parlare”, e una volta che lui è arrivato al tavolo, ho detto “bene, lui è l’organizzatore dell’addio al celibato. io ho la coscienza a posto: ho fatto sempre tardissimo, ed ero sempre ubriaco. quanto a lui, distruggetelo”.
no ecco. tutto ciò perché io oggi le ho riguardate, queste foto. e non ho proprio nulla da aggiungere, a questo post.
SERVIZI A PAGAMENTO
### andare alla fnac, dopo una vita, apposta perché ti è stato detto che il nuovo disco dei marcilo agro lo vendono lì. dopo averlo cercato invano, ricorrere al commesso (cosa che odio, in assoluto. odio chiedere al commesso e chiedere indicazioni stradali). Il commesso mi spiega che non li ha mai sentiti, li cerca sul suo pc ed in effetti li trova. e mi dice “sono sotto la A. di agro”. ecco, non dovrei neanche spiegarglielo, che non è un nome e cognome, e quindi andrebbe catalogato sotto la M. il tipo non sa neanche se è su musica italiana, o sulla parte alternativa / indie. io, dopo questa della A, non dovrei neanche comprarglielo, il disco. cosa che viene ancora più facile, dato che il disco, alla fnac. non si trova. Né sotto la A, né sotto la M.
### non so se voi siete mai stati da high tech. high tech è un negozio di milano, di fianco a corso como. high tech vende di tutto, da abbigliamento a cose per la casa, ad ammennicoli vari. io, dentro, ci resisto massimo 5 minuti. poi, inizio ad odiarlo, quel maledetto posto. Eppure, mi faccio sempre convincere da entrarci. ho cinque minuti di autonomia. per i primi cinque minuti mi guardo in giro con sguardo tipo willy wonka, di fronte alle tante inutili meraviglie che vendono. poi, dopo il quinto minuto passato con sguardo da ebete, mi riprendo, inizio a vedere, oltre a questi oggetti, il prezzo, ed inizio a bestemmiare. on’offesa alla povertà, comprare qualcosa in quel negozio. ecco, se fosse per me, un negozio così, lo farei distruggere. andateci, e poi datemi il vostro parere: mestoli a 18 euro, un costume da donna a 120 euro. cristo maledetto, sono senza vergogna. e lo stronzo sono io, che ci entro ancora, e che sto lì più di 5 minuti.
### mi segnalano un blog. mi dicono che è fatto bene, e che “puzza” un po’ di sedaris. leggo un post, e non è male. poi leggo meglio il titolo (è un blog per il quale presumo riceva un compenso), e chi lo scrive. e rispondo “no, mi sta sul cazzo”. lo tolgo subito dai preferiti. quando spiego, all’amico che me lo aveva segnalato, i motivi per questa scelta, motivo tutto con il fastidio per la persona che lo tiene. la motivazione è “mi sta sulla minchia”. e per me, tale motivazione, è come un jolly. non serve altro. trattasi di ente primitivo: come per la retta, ed il punto, non servono altre spiegazioni. Il “mi sta sulla minchia”, dà la possibilità di motivare qualsiasi scelta, più o meno plausibile. e a me, piace tanto.
UN POST CHE FARA’ STORIA
+++ il più felice, della morte di michael jackson (che ho praticamente seguito dal vivo, stanotte, tra sito cnn e twitter), presumo sia berlusconi: per un giorno intero non romperanno il cazzo a lui, media e giornali sono impegnati su altro. tra l’altro, la cosa più assurda, è che una mano a berlusconi la dia michael jackson. la più classica delle solidarietà tra pedofili.
+++ se vuoi farti notare, e vuoi cercare di sfangarla, puoi cercare di finire a villa certosa (o palazzo grazioli), o mostrare le zinne di plastica. come airys, aka syria. che andrebbe uccisa, anche lei.
+++ ancora nessuno, caga come meriterebbe il trombi blog, che trovate in fondo a questa pagina. ma che è, le webcam, le utilizzate solo per far porcate?!
+++ come alcuni di voi sapranno, dal primo ottobre una camera della nostra casa (quella di paolo) è libera. stiamo cercando un nuovo coinquilino/a per la casa.
un po' di informazioni:
la casa è in via alserio, zona ISOLA, è a 5 minuti a piedi da mm3 zara e pochissimo più da mm2 e passante garibaldi, 5 minuti da tram 3, in via farini.
è di 100 metri quadri, ha 3 camere, un bagno, una sala da pranzo con annesso cucinotto. e un ripostiglio praticamente inesistente.
la camera in affitto ha il parquet, una specchiera, una poltrona, un armadio grande e lugubre. rimangono anche due materassi singoli, mentre non c'è la struttura del letto, che se ne va col proprietario.
nel seguente video, potete vedere l'intera casa, risalente a due anni fa, quindi strutturata in maniera diversa. la camera è quella in mezzo, ed è solo cambiata un po' la dislocazione dei mobili.
il costo è di 500 euro mensili, spese comprese, la caparra è solo di un mese, e le spese per le bollette sono circa 100 euro di elettricità ogni due mesi , e 20 euro di gas ogni due mesi (riscaldamento centralizzato). ovviamente le bollette sono da dividere in 3.
il contratto andrà avanti almeno un altro anno (settembre 2010), ma siccome i proprietari sono molto disponibili, non avranno certo problemi a prolungarlo, anche se qualcun'altro della casa rinuncia (in questo caso, a noi, non stan facendo alcun problema al riguardo)
cos'altro. nel pacchetto aggiungiamo wireless a scrocco, che funziona solo dalla cucina e dal bagno, cantante di gruppo molto in voga due piani sopra il nostro, cinque minuti a piedi dalla "osteria vecchi sapori", ovverosia dal centro del centro del mondo.
cerchiamo persona simpatica, non menosa, ordinata, socievole.
AMBO SEX, NO TAV, NO TRAV, NO NINFOMANI, NO MUSONI, NO FIGLI DI SATANA, NO BERLUSCONIANI INCALLITI, NO MINORENNI (NEANCHE SE CON GENITORI AL SEGUITO), NO OVER 40, NO AL NUCLEARE.
se siete interessati, o conoscete qualcuno interessato, scrivetemi, e vi mostro la casa.
AD IMPERITURA MEMORIA
stamattina, quando mi son svegliato alle sette e quaranta, ho spento la sveglia del cellulare e al tempo stesso attivato il cellulare stesso. è una cosa che faccio in automatico, da dormiente: schiaccio il tasto per spegnere la sveglia, schiaccio l’altro per accenderlo e digito cinque otto due nove ok, ed il cellulare è acceso.
dopo dieci minuti, mentre mi lavavo, mi è arrivato un sms.
ecco, questo sms, lo terrò in memoria, tra i miei sms. quando mi lamenterò del mio lavoro, del fatto che non mi dà soddisfazioni, che non vengo apprezzato, che non vedo grandi possibilità di crescita, che vorrei guadagnare di più, e cose simili, rileggerò il messaggio, e mi ricorderò che, più di due anni fa, io, ho fatto una scelta. ho scelto di non vivere per il lavoro, ma di vivere e basta, fregandomene del lavoro, del successo, e della carriera. non è questione, come giustamente mi ha fatto notare qualcuno qualche giorno fa, di fare una scelta piuttosto che un’altra. è una questione di farla, anziché non farla, e non far niente per mettersi davanti al mio dubbio. io, la scelta, l’ho fatta. e mi va benissimo così, devo ammetterlo.
nel caso qualcuno se lo stesse chiedendo, il messaggio era di un mio amico, e diceva: “uscito ora (dal lavoro, nda). ti chiamo domani”. ed era datato 25 giugno 2009, ore 02:38:50 del mattino.
MANGIARE AD ALBA: AGRITURISMO SCAPARON
una “rubrica” che mancava da un po’ da queste parti, ovverosia: come mantenere il proprio peso e la propria pancia ad un livello accettabile, bilanciando solo in parte l’accumulo di etti dovuto a cibo con un peso minore del proprio portafogli. in altre parole, dove mangiar bene, spendendo poco.
un antefatto, su come ho trovato questo posto: cercavo qualche ristorantino osteria per un weekend ad alba, e cercando informazioni su un’osteria consigliatami da un amico, mi sono imbattuto in un blog, fatto da alcuni ragazzi, che recensiscono, in maniera semi professionale, ristoranti ed osterie. essendo i ragazzi piemontesi, su alba, c’erano una serie di ristoranti, e tra le loro descrizioni, più di tutte, mi ha colpito quella di un agriturismo, l’agriturismo scaparon. e mi ci son buttato.
a convincermi, diciamolo, ci è voluto poco. quando andate nel sito di un ristorante, e cliccando alla voce dove siamo, capitate in una cartina simile, capite che state andando nel posto giusto (sì, se guardate bene la cartina, non c’è scritto torino, ma c’è scritto “babilonia torino”. io, per quel babilonia, rido ancora adesso).
da alba è facilissimo, e già solo con le indicazioni della cartina sopra, siamo arrivati senza il minimo problema: da milano sono due ore, ma è un posto assolutamente unico, dove vale la pena fare una scampagnata in giornata, per poi godersi la zona.
il borgo (frazione scaparoni) è assolutamente fuori dal tempo: non un rumore “artificiale”, non c’è anima viva per le strade (sarà l’orario di pranzo) e, incontrastate, dominano colline, vigneti, volatili vari. poi, all’improvviso, dopo un paio di curve, appare l’agriturismo: un cortile con giochi per i bambini, chincaglieria varia di questo secolo, una serie di tavolini sotto l’ombrellone lungo i lati di un rettangolo e, al centro del rettangolo, la pedana, per la balera. In sottofondo, quando arriviamo, c’è la colonna sonora di amelie, ma ci metto un attimo, a tirare indietro la lacrimuccia.
ci accoglie una signora, con forte cadenza piemontese (sostituire la parola “cadenza” con “lagna”), e ci fa accomodare all’aperto.
noi siamo ancora meravigliati ed impegnati a guardarci in giro, ad osservare il rustico in cui si trova il ristorante, le camere dell’agriturismo, la scala in legno, la collina che si apre alla vista di fronte al terrazzino, che una signora ci porta già da bere, ed il primo degli antipasti: una specie di torta salata con speck e cipolle. Ancora adesso, se mi concentro, riesco ad immaginarmela, la goduria che avevo, nel mangiarmi quello speck.
anche il vino, rigorosamente prodotto da loro, è ottimo, ma quando la signora ci porta il terzo antipasto, senza che ancora non ci abbia chiesto cosa vorremmo mangiare, decidiamo di prendere l’iniziativa, e chiediamo lì come funziona. ci risponde che in teoria ora dovrebbe arrivare un altro antipasto (il quarto!) (uno più buono dell’altro, va detto), e che poi ci sarebbero stati due primi e due secondi. decidiamo di trattare la nostra fine in maniera decorosa, in fondo siamo ad alba da neanche un’ora, e decidiamo che basta un primo, o un secondo. la signora, non sembra prenderla tanto bene, ma la decisione è presa.
di primo, propone o taglierini alle verdure, o gnocchi con nocciole e panna. io ovviamente, propendo per la seconda opzione, ma quando la signora esce con la padella con i taglierini, passa da me, e mi chiede se voglio assaggiarli, con la faccia di quella che non accetterà un “no”. ed infatti dico “sì”. i taglierini erano molto buoni, ma mai come gli gnocchi con le nocciole, che avevano un profumo fenomenale, e che tornerei anche in questo istante, ad alba, pur di rimangiare.
la fortunata che siede al tavolo con me, oltre ad assaggiare tutte le cose che prendo io, propende per una faraona che arriva, enorme, accompagnata da patate al forno (pure quelle, sarà la suggestione per il luogo, ma buonissime).
la signora ci prende gusto, vede che finiamo i piatti fino all’ultima briciola, ed inizia a raccontarci scandalizzata di una coppia, venuta pochi giorni prima, che rifiutava ogni cibo che portava loro, con sguardo schifato, e che grazie a dio le faceva piacere vedere che c’era ancora chi mangiava senza grossi problemi. il tutto detto senza staccare gli occhi nemmeno un attimo dalla mia pancia, non me ne spiego il motivo.
attorno a noi, oltre all’assoluta mancanza di rumori cittadini, di macchine, eccetera, un pubblico misto. qualche tavolo di turisti, e un paio di tavoli di signori del luogo, che parlavano una lingua a noi sconosciuta, pare fosse piemontese.
alla fine del pranzo eravamo talmente sazi e soddisfatti che abbiamo addirittura rinunciato al dolce, nonostante avesse un aspetto ottimo, e ci siamo buttati sull’attrazione dell’agriturismo scaparon, ossia, la stalla. seguendo le indicazioni siamo finiti su uno sterrato e lì, abbiamo sentito una voce: “sonata k…, di wolfgang amadeus mozart, eseguita da ……” . come non mi immaginavo che accadesse realmente, in filo diffusione, per gli animali della stalla, c’era musica classica, che veniva presentata, prima e dopo ogni brano, da una voce metallica. nella stalla, maiali puzzosi, un asino, due caprette che hanno iniziato a correrci intorno e a seguirci, ed una serie di galli e galline, che avevano al di fuori del loro recinto una lavagna, con su scritto “montecitorio”. poco più in là l’orto, con un panorama che spaziava su una serie di valli e con una vista particolareggiata su quella che presumo fosse la ferrero (non si può avere tutto dalla vita, lo so).
dopo il momento bucolico (momento passivo, va detto, perché io non è che abbia tutto sto amore per gli animali, e mi accontento di guardarli da lontano esclamando “bello, sto coso”), siamo passati ad argomenti seri: conto ed acquisto del loro vino, che era veramente buonissimo.
in due, abbiamo pagato 50 euro, per acqua e pane/grissini a volontà, due bicchieri di vino, tre antipasti ciascuno, un primo, ed un secondo, entrambi abbondanti. e le loro bottiglie di vino, da asporto, costano cinque euro l’una. ne ho comprate quattro, ma solo perché non avevo più contanti e lì non accettavano né bancomat ne carta di credito (un cartello all’interno reca scritto: no tav, no credit card. E qualcuno ha aggiunto anche NO TRAV, e tra parentesi LAPO). e chi ha già aperto la prima bottiglia, conferma la bontà di quel vino.
oltre a ciò, in vendita, ci sono marmellate di tutti i tipi, farro, aceto di barolo, vari tipi di vino, ed il tutto a prezzi più che onesti.
ecco, se un weekend non avete niente da fare, sono 140 km da milano, in due ore, anche meno, ci si arriva: se è una bella giornata, fuori, all’aperto, si sta da dio (ci sono anche un paio di sdraio e delle panchine, dove abbioccarsi post pranzo). il cibo è ottimo, il vino pure, i prezzi onesti. e a quanto pare, fa anche da bed and breakfast (c’è anche una piccola piscina. non è come la piscina panoramica dove siamo finiti qualche ora dopo, ma è pur sempre una piscina immersa nella natura), anche se non abbiamo chiesto i prezzi.
io, sicuramente, un’altra domenica lì, proverò ad organizzarla, con chi vuole seguirmi. sicuramente, quantomeno, per prendermi qualche altra bottiglia.
nel caso la cartina e quanto scritto non sia abbastanza, questo è il sito dell’agriturismo scaparon.
(ah, se non altro, questo post ha vinto il premio come “post con più parentesi” dell’anno)
LA PSEUDOTRANQUILLITA’ DI UNA FESTA ESTIVA
organizzare le feste, in periodo estivo, per noi, è sempre stato un dramma. sin dai tempi di erbonne. pensare che proprio lì, all’incirca, in maniera embrionale, iniziò tutto, fa quasi ridere. eppure, negli ultimi anni, abbiamo avuto grossi problemi, nell’organizzare feste d’estate. il tutto a causa della classica sindrome da rave party. organizzammo, due anni fa, una festa a cantù, che ci venne rovinata con paginone su “la provincia” di como. fui accusato, su questo blog, di “spingere” troppo l’evento, e quindi inevitabilmente smuovere non solo le persone, ma anche organismi più ufficiali. un mese dopo, nell’organizzazione della festa ad erbonne, ma stavolta senza l’indicazione, via mail, della località della festa, arrivo l’ennesimo articolo sul giornale: parlava di rave party, millantava chissà quali cose. era evidente che c’era qualcuno, all’interno dei nostri contatti, che si stava divertendo e non poco, sputtanandoci. quella festa, la facemmo, ma il fatto che ci fossero due camionette dei carabinieri all’entrata del paese, e che l’articolo, inevitabilmente, blocco un po’ di persone, porto ad erbonne non più di duecento persone.
il problema, è evidente: non c’è la possibilità di organizzare alcun evento, all’aperto. arriva la polizia, sequestra l’impianto, ti dà una multa, inizia a prendere giù nomi. le regole, sono le stesse: non si vuole casino, non si vuole organizzazione libera e possibilità di aggregazione. si va soltanto in luoghi prestabiliti e “riconosciuti” come adeguati. che siano il birrificio di como, ed i suoi duemila coperti, o che sia qualche bel lido estivo che ha il culo parato con le istituzioni. Nothing else.
è per questo, che per un po’, non abbiamo organizzato feste. è per questo che, al momento, organizzare feste a como è un bel casino. è per questo che, un anno fa, provammo ad organizzare una festa a mendrisio. anche in quel caso, un giorno prima, arrivo telefonata ad uno di noi da parte della polizia svizzera, il senso era il seguente: “organizzate una festa!? bene, noi saremo lì a controllare”. risultato, ennesima festa estiva cancellata, e bisogno evidente di andare a farsi benedire.
ecco, l’occasione che ci è stata data quest’anno, era imperdibile. non è stata solo fortuna, perché se ci han chiesto di esserci, è perché in questi mesi abbiamo organizzato tante feste, molto sono ben riuscite, e quindi hanno puntato su di noi.
la location, è stupenda. già vista di giorno, è stupenda. quindi non oso immaginarmela col buio.eE la libertà di organizzare il nostro solito party, è stata totale. se ci sono costi più alti rispetto al solito (solitamente facevamo pagare 7 8 euro per l’entrata, a sto giro sarà 10) è perché l’organizzazione stessa dell’evento, in un luogo in cui solitamente non c’è niente (a parte palco e qualche luce) è mooolto più costosa delle nostre altre feste nei locali, e questi costi, sono difficili, per noi, e per massi, del music sound, da coprire.
ecco, la tranquillità (ma toccatevi tutti, come sto facendo io), di sapere che non verrà fuori un penoso articolo che parla di rave party, il sapere che chi vuole, sabato 18 luglio, potrà godersi una serata all’aperto, senza pretese, con buona musica, e con lo stesso ambiente che ha trovato nelle feste di quest’anno, mi mette di buon umore.
tutto ciò, per cercare di salire di un livello, come sempre, ed iniziare un nuovo anno scolastico, con nuove idee, nuove collaborazioni, possibilmente nuove location. sempre che quelli de “la provincia” non ci scambino per un rave. non mi meraviglierebbe affatto.
UN INUTILE POST A PUNTI
*** in fondo ad ogni pagina del mio blog, da oggi, c’è il trombi blog. è una finestra quadrata, c’è anche qua sotto. sotto a quella di twitter. in pratica, serve per farsi una foto, quando si passa da qui. cliccando sul tasto, il sistema mette in funzione la vostra webcam, e vi fotografa. Immagino ora le centinaia di persone che lo faranno.
*** partendo dal fatto che io il mio lo leggo solo quando lo pubblico, oroscopo di internazionale, qui (anche se per ora è quello vecchio): una lettrice lesbica che si firma manolenta veloce mi ha scritto per chiedere consiglio. il suo istinto passionale di scorpione è ossessionato dalle amazzoni selvagge, ma così trascura le donne affettuose e materne che il suo lato più tenero vorrebbe. è meglio avere qualcuno con cui correre, mi chiede, o qualcuno che ti massaggia i piedi alla fine della corsa? anche se non sei alla ricerca di un amore, scorpione, penso che questa sia un’ottima metafora del tuo dilemma attuale. devi scegliere ciò che infiamma il tuo spirito con emozioni forti, o quello che nutre la tua anima e ti rilassa profondamente? secondo me c’è almeno un 30 per cento di possibilità che tu possa avere entrambe le cose.
*** ecco. Il 18 giugno di un anno fa, ero al concerto dei radiohead (qui il post). molto probabilmente, il più bel concerto della mia vita. un anno dopo, per una serie di circostanze fortunose, ero al concerto dei depeche mode. partendo dal fatto che praticamente non li conosco, solo qualche canzone qua e là, è stata la fiera dei 35/40enni ballanti e saltellanti. mi è piaciuto eh, per carità. considerando che non li conoscevo, non mi sono per niente annoiato, e non ho mai pensato “ma quando cazzo finirà!?!?” (anche perché, gli orari a san siro, tranne bruce springsteen, sono svizzeri!). però, diciamo che il confronto, con un anno prima, non lo si può neanche mettere sul banco. però, ecco, tra un anno, il 18 giugno, vorrei essere ad un altro concerto. sperando che la scala della qualità (assolutamente soggettiva, chiaro) non sia decrescente.
*** qualcuno, proprio last minute, ha da consigliare un posto dove si potrebbe mangiare (bene e a prezzi umani) in zona alba?! fatevi avanti, non siate timidi…
VIVA GLI SPOS (parte due)
(ovverosia, appunti per un futuro matrimonio)
a) LA TANGENZIALE FIORENTINA. stare bene attenti al tratto di strada tra firenze nord e firenze sud (ambo le direzioni). a quanto pare viene usato da tutti i fiorentini come un tangenziale, col risultato di ingolfarlo. e, sempre a quanto pare, lo sapevano tutti, tranne noi. e se vi ritrovate incolonnati tra firenze nord e firenze sud (20km in un’ora e un quarto), e siete sotto il sole cocente, e la macchina su cui viaggiate è una ka (ribattezzata KAdillac) dai sedili in pelle rovente (e per giunta beige. ma brutti proprio), non è una gran bella situazione.
b) TUTTOCITTA’. mai fidarsi del sito di tuttocittà. dà per scontate un sacco di cose. e se si riesce ad arrivare, senza mai sbagliare strada, al matrimonio, è solo perché si sono azzeccate un po’ di opzioni testa-croce.
c) ENTROTERRA. pensarci bene quando si usa la parola “entroterra”. perché io son stato preso per il culo, per quella parola: mi han chiesto se era la prima volta che venivo da ste parti, ed io ho detto “no, non sono mai venuto in toscana”. e poi ho precisato “nell’entroterra”. la persona in questione, ha preso e ridendo ha ripetuto “entroterra”. manco avessi detto “sagace”.
d) PUNTUALITA’ SVIZZERA. se lo sposo, romano, ti dà un appuntamento per le 21 in punto, perché alle 21.30 si va a mangiare, prendilo con le molle. perché dalle 21 alle 21.20, nel luogo dell’appuntamento, c’erano tre persone: io, ciki, ed un tipo olandese, peter.
e) I BELONG TO JESUS. arriva un momento, nella vita, in cui ti senti perso, non sai più dove andare, non riconosci la tua direzione, ed hai la convinzione di andare a vuoto, che niente abbia più un senso. è in quei momenti che, inevitabilmente, ti affidi a gesù cristo. noi, quella sera, quando la carovana di sei auto che doveva portarci a cena a montepulciano, si è sfaldata, abbiamo fatto l’unica cosa possibile: abbiamo seguito uno degli invitati, capelli castani, lunghi e lisci, subito ribattezzato GESU’. nei suoi occhi, abbiamo visto la saggezza, la capacità di muoversi tra le difficoltà, lo sguardo che andava “oltre”, una perspicacia che non era propria degli esseri umani. poi, quando son passati dieci minuti, ed abbiamo capito che pure lui girava ad minchiam, perché si era perso, lo abbiamo mandato a cagare, gesù. perché quando cce vo, cce vo.
f) RADICI NEL CEMENTO. al tavolo di quella osteria a montepulciano, oltre ad aver mangiato moooolto bene, ho sentito dialoghi incredibili: tipo che se l’asfalto delle strade di roma e dell’italia in generale è tutto rovinato, è colpa delle radici degli alberi ai lati delle strade, e che basterebbe levarli, quegli alberi, e l’asfalto non darebbe più problemi (a sentire chi ne parlava, questo sembrava essere uno dei problemi che più affligge l’italia). ho sentito anche una nuova teoria sul perché gli italiani, in terra straniera, parlano sempre in italiano (cosa che io odio). testuali parole: “perché io parlavo con loro, in italiano, ma a livello psicologico, e quindi riuscivo a farmi comprendere da loro, c’era una connessione a livello mentale”. ecco, è anche per evitare di sentir dire cose simili, che stanno mettendo una freno alle liberalizzazioni, ad amsterdam. infine, mi sono appassionato, da ascoltatore, ad una discussione sul fatto che le persone con le pupille più grandi fossero quelle che prestavano più attenzione ed interesse ai discorsi, le più attente e reattive. come i bambini. e i cocainomani.
g) LA GRANDE PERIFERIA DI AMSTERDAM. se qualcuno volesse un rapido trattato topografico su amsterdam, eccolo in due righe: ci sono le due vie perpendicolari del quartiere rosso. e poi c’è la periferia. ciò detto da un partecipante all’addio al celibato.
h) SIAMO ARRIVATI FINO A LUGLIO. sentire la canzone “chi è nato a gennaio, si alzi si alzi….”, sentita in un’altra “situazione”, fa tutto un altro effetto. so solo che quando la si fa in baita, la seguono tutti. lì, invece, no.
i) IL FRATELLO BELLO. scoprire che lo sposo ha un fratello, che altro non è che la sua copia bella. me lo ritrovo di fianco a cena, e capisco che è la mossa buona. mentre ciki si piazza di fianco allo sposo, raccogliendo delusioni su delusioni, io scelgo il cavallo vincente. e così, piazzano sempre i piatti da dividere davanti a noi, ci portano doppio dolce, eccetera. ecco, bisogna sempre saper scegliere il fratello giusto, nella vita. ma non ditelo alla sposa.
j) MA CCHI CCAZZO SEI!? ho scoperto che non è poi così spiacevole sentirsi dire, in pieno accento romano: “MA TTE, AD ESEMPIO, MA CCHI CCAZZZO SEI?! PERCHE’ IO, NUN TE CONOSCO”. valle a spiegare che conosci lo sposo perché un tempo ha iniziato a commentare il tuo blog..
k) IL PELO IRTO. godersi il seguente racconto, in romanesco, tra due ragazze: una trova, in un appartamento affittato per le vacanze, un pelo, in mezzo alle coperte. scandalizzata, domanda all’amica “ma cosa sarà!?” e l’amica “ma nun vedi? è un pelo der cazzo. nun vedi che è irto?!”.
l) LA MORTE DI GESU’. il vedere, la mattina dopo, che gesù era in condizioni pietose, ci ha fatto capire, una volta di più, che la sera prima, avevamo fatto la scelta giusta, nel non seguire la sua dottrina..
m) C’E’ CHI HA LA RONDA, E CHI LA FIONDA. la campagna toscana, è come la raccontano gli stereotipi: paesaggi stupendi, silenzio irreale, lucciole (che non vedevo da una vita),, pochissimo traffico, cibo ottimo, tantissimi turisti americani. ma in questo paesaggio così bucolico non mi sarei aspettato, mentre stavo facendo colazione su di un tavolino all’aperto, di vedere spuntare da un portone un ragazzo, poco più giovane di me e, come se niente fosse, vederlo tirar fuori dalla tasca una fionda, puntarla immediatamente contro la grondaia, tre piani sopra, mirare, e lanciare. ecco. mi sa che una fionda, io, non l’avevo mai vista, all’opera. pensavo che nemmeno esistesse, e fosse solo mitologia.
n) LA MANCIA. se il tuo conto è di 47 euro, mai dare al cameriere 52 euro. perché non penserà che glie ne hai date tante in maniera tale da farti dare un cinque euro di resto, anziché moneta. penserà anzi che sei stato ancora più generoso,e anziché lasciargli il 50 “e tieni pure il resto”, hai voluto pure fare un’aggiunta. io, ovviamente, non me ne sono andato da lì finchè non li ho avuti, i cinque euro.
o) IL MOTIVO PER CUI SIETE VENUTI. persone che sanno usare tatto, quando parlano: mentre, alla mattina, preparavamo l’impianto per il fine cerimonia musicale, è entrato un ragazzo, che già avevo inquadrato in un certo modo, e vedendo che stavamo montando le casse, ci fa “ahhhh, ecco perché. ora mi spiego quale è il vero motivo per cui siete stati invitati…”. il doppio silenzio che ne è emerso dopo, spero che un po’ gli abbia fatto capire, la stronzata che aveva detto.
p) UNA DIFFERENZA TRA GLI ITALIANI E GLI OLANDESI. bisogna saper imparare dai propri errori: qualcuno lo sa fare, e qualcun altro no. e così, quando, dopo i 20 minuti della sera prima passati ad aspettare fuori io, ciki, e peter, il tipo olandese, ho pensato bene di prepararmi con molta calma per il matrimonio, che si teneva alle 18. e quando, alle 17.20 sono uscito di camera per andare a farmi una doccia, in boxer e maglietta, ed ho visto che, dalla camera di fianco alla mia, peter, l’olandese, stava già uscendo, vestito di tutto punto, ho pensato “ecco, cazzo, sto qui non ha capito un cazzo della vita”.
q) VIVA LA SPOSA. ho visto il più bell’arrivo della sposa che io abbia mai visto in vita mia: strada sterrata, con cipressi ai lati, e una 2cavalli gialla con dietro una nuvola di polvere. da quella 2 cavalli, davanti alla chiesa, vedere uscire le tre migliori amiche della sposa, e la sposa stessa. in sottofondo, “le cose che abbiamo in comune” di daniele silvestri, e girasoli ovunque. ecco, questo, è stato il momento più bello della cerimonia.
r) IL VERO MOTIVO PER CUI SIETE VENUTI. mentre fotografavo la sposa (più la due cavalli, in realtà), ho pestato per sbaglio (cioè, in realtà sospetto che sia stata lei a mettere il suo vestito sotto le mie suole, ma non posso provarlo) il vestito di una ragazza (la compagna del tipo che ci aveva detto “ora mi spiego per quale motivo siete stati invitati”) un vestito molto lungo che si trascinava fino a terra. ovviamente, non potevo dire niente (a parte scusarmi, chiaramente), anche perché essendo sullo sterrato, sul vestito, scuro, si era impressa la suola inconfondibile di una scarpa camper. ancora un po’, e si leggeva pure la misura, 43. quando ho raccontato a ciki questa scena, lui mi ha detto la risposta geniale, che avrei dovuto dare alla tipa: “bene, ora vai dal tuo uomo, indicami, e digli ‘ho scoperto il VERO motivo per cui quei due di como sono stati invitati: rovinarmi il vestito.’ “. ecco, le risposte migliori, arrivano sempre dopo.
s) almeno per il momento, metto un velo pietoso sullo sposo che ha passato metà giornata del suo matrimonio a vomitare (ad un certo punto, avevo pensato che l’unica soluzione dignitosa fosse l’eutanasia) e sul dj che metteva edoardo vianello. ma mi riservo la possibilità di ritirare fuori entrambi gli argomenti..
MA VI RENDETE CONTO
stavo pensando, ma vi rendete conto che i due nella foto qua sotto, messi insieme, c’hanno 140 anni?
cioè, vedo le foto, e penso: “ma questi sono due sosia di quelli che spuntavano ogni dieci minuti nei film di leslienielsen. non possono essere veri. uno per giunta dorme in una tenda. ma ce ne rendiamo conto o no?
IL CIRCOLO VIZIOSO
il circolo vizioso, è quello per cui, siccome domani pomeriggio devi partire alla volta di pienza, per un matrimonio che durerà quasi due giorni (contando gli spostamenti, più di due giorni in realtà), e siccome domani mattina vorresti passare un po’ di tempo in casa con la tua ragazza, allora ti ritrovi a dover anticipare i tuoi tempi, dover assolutamente finire entro breve i lavori che all’improvviso si fanno pressanti e che, se non vengono conclusi, non ti faranno rimanere a casa. e quindi, ti ritrovi a passare il pomeriggio, sul treno, impegnato a fare cerca vert, concatenazioni, copia e incolla su word, e a fare lo stesso alla sera, fino all’una. ossia, negli unici momenti in cui avrei potuto scrivere il post di oggi. ecco, quello che stavo per scrivere stamattina era “ho un post che ho in testa da qualche giorno, si intitola ‘la visita allo stabilimento’, ma non ho il tempo per scriverlo”. poi, mi è venuto in mente che la stessa cosa l’avevo scritta giorni fa. e quindi ho lasciato perdere. ed ho semplicemente maledetto la mia cronica incapacità di organizzarmi il tempo.
ANALISI DI UNA SCONFITTA
non abbiamo vinto, ma di questo presumo ve ne siate accorti tutti. ma al quattro per cento non ci erano arrivati neanche l’ultima volta, solo che l’ultima volta c’erano stati due deputati (cappato&pannella). stavolta, con questo assurdo sbarramento al 4 per cento (che in effetti, ripensateci, che senso ha?! non c’è da governare in europa, non c’è da avere maggioranze a livello nazionale, dato che ad esempio l’italia elegge meno del dieci per cento dei deputati…è stata fatta una porcata solo per far fare la bella vita ai soliti pd/pdl…).
a milano città, il partito radicale ha fatto il 5,4%, dire un successo è dire poco. così come in altre città, è andato ben oltre il 4%. a roma il 4,1%, a torino pure, a bologna il 5,1%, a cagliari il 4,8%, a firenze il 5%. è fuori dalle città, che i radicali van male, se è vero, come andrà a finire, che si attesteranno al 2,4%. se già si vede su milano, milano città ha il 5,4%, (ha quasi diecimila voti più dell’udc, fate voi!) milano e provincia il 3,8%. a como, dove ho votato, il partito radicale ha il 3,5%: siamo sotto la soglia, ma sinceramente, pensavo peggio. le volte che ho fatto lo scrutatore nel mio seggio, di solito, vedevo un solo voto per i radicali, il mio.
i radicali, sono il migliore partito singolo sotto la soglia: sinistra e libertà han fatto meglio, ma erano tre partiti (vendola, verdi, socialisti), e anche rifondazione più comunisti non erano soli. sul fatto che molti di voi hanno appoggiato sinistra e libertà, io dico solo: spiegatemi come cazzo sia possibile che ci siano tre partiti di sinistra sinistra, in italia. che si tolgono i voti tra loro. insieme, avrebbero preso tipo il 6,5%. contenti loro, contenti tutti.
berlusconi, aveva paventato, pubblicamente, un 40 per cento di voti. se ne è presi un 5 per cento in meno. niente male. se c’ha i coglioni girati, ha tutte le ragioni del mondo. ma penso che ne conosca un paio, di rimedi, per farsi passare i coglioni girati: un aereo direzione villa certosa, e non c’è più problema. han vinto bossi ed il caro tonino, il pdl è andato male, il pd in teoria di più, ma credo che quasi tutti si aspettassero il peggio. nessuno, però, parlando del pd, fa notare che in teoria, se vogliono confrontare con un anno fa, dovrebbero sommare i voti del pd e dei radicali, per fare un confronto.
vedere le foto di ieri, di noemi, al seggio, mi ha fatto pensare all’aula lettura della cattolica: quel luogo era geniale perché al lunedì mattina, alle nove e mezza, vedevi entrare le ragazze vestite e truccate come se dovessero andare ad un matrimonio. un porno matrimonio, a dirla tutta. ecco, ma come cristo è andata vestita, noemi, a votare!? vi rendete conto di che mostro avete creato!? quella tipa, la cui verginità viene proclamata a destra e a manca, meritava di essere chiavata nel buio dell’urna.
l’aquila, capolugo regionale dell’abruzzo, ex città. il pdl ha preso il 52,7% dei voti, il pd il 22,1%. come mi diceva sabato, in auto, mio zio, è proprio nei luoghi più poveri, più dimenticati, dove la gente se la prende più nel culo, che, come pecoroni, votano il più potente. addirittura, l’aquila città, vede il pdl al 54,8% e il pd al 19,6%. tirate voi le conclusioni. mi piacerebbe che le rifacessero, a settembre ottobre, quando non arriveranno le case, ed inizierà a fare freddo.
per quanto riguarda il pd, ed i candidati che arrivavano da un ambito definiamolo internet/blog, pare che scalfarotto non ce la farà. ed invece, tipo, in friuli, la serracchiani ha preso diecimila voti più di berlusconi. e magari, ce la farà. Lo spero.
un bel momento di tv. cappato che manda a cagare quell’uomo di merda di vespa.
un grazie, a quella decina di persone che, dopo aver letto il post (non solo per quello, ovviamente), han deciso di votare radicali. è stato bello, crederci..
PER PUNTI (vota radicali!)
1) un buon motivo per votare radicali?! ad esempio il fatto che l’altra sera, pannella, a franceschini, abbia detto che ha la faccia come il culo. ovviamente, lo ribadisco, franceschini qualcosa di buono in più di veltroni lo sta facendo, ma in quel contesto, dire la cosa che ha detto franceschini, è una cosa da fuori di testa. cioè, io, che non sono un politico, so bene cosa succede nei vari partiti, che siano il pdl o che siano meno stronzi. ora, che franceschini faccia lo gnorri, e dica a pannella “ti vedo sempre in tv”, quando cinque giorni prima pannella era da santoro in condizioni pietose per sciopero della sete, mi sembra da imbecilli. come dire “non farei educare i miei figli da berlusconi”.
2) berlusconi, nel frattempo, è riuscito a dire ieri “andando in giro per milano, in alcuni casi, sembra di stare in una città africana”, perché ci sono troppi immigrati. e pare che il tono con cui l’ha detto non fosse dei più felici. applausi, ovviamente, da tutti i leghisti presenti in sala..
3) quella del voto utile, è una stronzata: si vota per eleggere 72 parlamentari, un decimo del totale. quindi è ovvio che non esiste voto utile, perché se anche berlusconi prendesse il 50 per cento, prenderebbe neanche 40 parlamentari, su 736. quindi il voto utile, non esiste. Se si vuole dare un segnale “contro” berlusconi, il segnale sarà lo stesso sia che si voti pd sia che si voti radicali. berlusconi avrà il 30% (o quel che sarà --> molto di più), a prescindere che il restante 70% ce l’abbia solo il pd, o ce l’abbiamo mille partitini. quindi il voto utile non esiste, cercano in tutti i modi di inculcarlo, ma non esiste. se la gente vota radicali, e i radicali non ce la faranno ad arrivare al 4%, poco importa, dal punto di vista del voto utile: berlusconi avrà 40 parlamentari anziché 39. ma non importa, ai fini del parlamento europeo. anche perché non si vedranno mai, quei parlamentari.
4) posso capire l’astio di qualcuno per pannella, per la sua logorrea, per la sua incapacità di “concretezza”. come ho già detto considero la bonino il miglior politico che ci sia in italia: seria e preparata, senza fronzoli, concreta. ho indicato quei tre nomi perché dubito che la bonino, nonostante sia candidata in tutte le circoscrizioni, in caso di elezione, lasci il senato e la vicepresidenza dello stesso. o comunque, spero che non lo faccia, perché abbiamo bisogno di lei in italia. quindi è ovvio che indicherei lei, come nome. ma siccome presumo ci vada, allora tanto vale che io scelga tre nomi che so che andrebbero. per questo cappato e pannella, che ci lavorano già da due legislature, in europa, più aldo loris rossi, un architetto che conosco da poco, ma che, per le cose che ho sentito in alcuni convegni trasmessi in radio, mi sembra persona seria et capace. se a molti di voi ha fatto impressione, sentire a ballarò e annozero, sentir parlare pannella, e avete avuto l’impressione che girasse attorno al problema, che aprisse 20mila parentesi, senza concluderne mezza e andare al punto esatto, beh, evidentemente è la prova che in tv non viene mai dato spazio ai radicali, e che non sentivate parlare pannella da un bel po’. perché fa sempre così.
5) a questo link, trovate le biografie dei candidati dei radicali. se volete informazioni sui candidati del pdl, andate su tgcom, e poi cliccate su gossip.
6) avere 20 o 21 parlamentari del pd non cambia un cazzo. averne uno dei radicali cambia non poco (così come sinistra e libertà, il discorso può essere identico, chiaro). cosa penso di sinistra e libertà, e di altre cose simili, c’è scritto nel post precedente..
7) votateli, su! avete votato di ben peggio, in questi anni. ne sono sicuro. e poi, soprattutto, basta che non votate agnoletto..
8) indicare le preferenze non è obbligatorio. potete anche fare una croce sul simbolo e basta, o potete inserire un preferito, o due, o tre. non fate, a prescindere, MAI scheda bianca..