AVREI VOLUTO (ovverosia, se non nascono più figli, la società muore)
in questo post avrei voluto parlare degli yuppie flu. del fatto, per chi ancora non li conoscesse, che sono obiettivamente il miglior gruppo italiano sulla scena. e no, non è che lo dico per ogni gruppo per il quale mi infatuo, per gli yuppie flu è proprio così: hanno un “appeal” europeo, transnazionale, che li rende assolutamente “non italiani”, nel senso buono della definizione. del fatto che gli yuppie flu, dopo aver fatto due dischi indubbiamente ottimi, days before the day, e toast masters, hanno fatto un nuovo disco, dal titolo “fragile forest”. del fatto che il loro disco è uscito ufficialmente, almeno online, sabato scorso, sul loro sito, e che per lanciarlo hanno usato la modalità utilizzata dai radiohead. sul loro sito, questo, è possibile comprare, a prezzo a scelta (ovviamente, quindi, anche a zero euro), il download del loro disco in formato mp3, oppure è possibile comprare il download più il cd in edizione limitata al prezzo di 15euro; infine, si possono acquistare download, cd edizione limitata e maglietta al prezzo di 25 euro. tutto molto radiohead, ma secondo me meno calcolato, e più genuino. del fatto che, sabato pomeriggio, in una delle mie oramai rare incursioni comasche, ci ho messo mezz’ora prima di riuscire ad entrare nel sito degli yuppie flu (sperando che ciò fosse dovuto ad un numero ragguardevole di ingressi, e non a lentezza del mio computer), e un’altra mezz’ora per acquistare con paypal, al prezzo molto simbolico di cinque euro, il download del loro disco: avrei anche comprato a quindici download più disco, ma la verità è che oramai dei dischi proprio non so cosa farmene, ho comprato ultimamente il disco dei settlefish, ma credo (anzi, son sicuro), di non aver mai tirato fuori dalla confezione il cd, e di aver maneggiato solo il libretto. e va bene che gli yuppie flu sono obiettivamente il miglior gruppo italiano sulla scena, ma quindici euro per un libretto sono decisamente troppi. del fatto che da oggi inizio l’ascolto di uno dei dischi immediatamente candidato ad essere tra i migliori dischi dell’anno, ancorché non ascoltato, semplicemente perché l’han fatto loro.
in questo post avrei voluto parlare del fatto che sabato mattina, tornando da milano a como, in una delle mie oramai rare incursioni comasche (ritornello del giorno), ascoltavo la rassegna stampa di radio radicale, che al sabato mattina viene curata da quella vecchia volpe di marco taradash, e che si soffermava su di un’intervista del corriere della sera ad umberto “bellavoce” bossi. lì per lì, ascoltandola, ho pensato che le parole fossero in realtà interpretate, o comunque “abbellite”, dal conduttore. ed è per questo che appena arrivato a casa mi son collegato al sito del corriere, per rileggere l’intervista di umberto bossi (che trovate qui). per essere sicuro che le parole pronunciate fossero veramente quelle che avevo sentito. ed in effetti sì, tra le tante castronerie, umberto bossi ne aveva dette due che mi avevano colpito in maniera particolare: parlando del possibile confronto in tv berlusconi – veltroni, il nostro eroe sperava che esso avvenisse, perché avrebbe visto come vittorioso sicuramente berlusconi, “dato che lui, quando non si parla di politica, è più simpatico, e la gente è questo che vuole”. cioè, in pratica, dovrebbero sì fare un confronto diretto in tv, uno contro l’altro, a pochi giorni dall’elezioni perché, se non parlassero di politica, berlusconi sarebbe più simpatico. io, non aggiungo commenti. dico solo che la seconda questione che mi ha colpito, alla domanda riguardo aborto, legge 194, e cose simili, bossi rispondeva, a grosse linee: preferisco non dire niente a proposito, perché si tratta di questioni personali, e perché molto del nostro elettorato è cattolico. è d’altronde vero che, se tutte le donne abortissero, non si farebbero più figli, e non ci sarebbe più nessuno. ecco, ha detto così. o quantomeno, il giornale ha riportato così. mi permetto di aggiungere un’altra cosa: se le donne abortissero, e venissero incentivati i rapporti omosessuali, sarebbe ancora più a rischio la continuità della specie italica. quindi, giovani donne e giovani omosessuali, pensateci bene. potreste dare anche voi una piccola mano a migliorare le sorti dell’umanità.
in questo post avrei voluto parlare del fatto che la adidas ha fatto un concorso che non mi pare niente male. in pratica, da questo sito, è possibile creare il proprio festival: si ha a disposizione una serie di gruppi che potrebbero suonare, con relativo cachet, ed un budget. si possono scegliere ambientazione, gruppo headliner, e palinsesto, e poi si può disegnare la propria locandina. infine, ovviamente, si tratta di sponsorizzarlo, dato che l’ideatore del festival più votato vincerà un viaggio per due persone in australia, per assistere ad un festival. qui, trovate il mio festival. non che abbia qualche velleità di vittoria, ma per la mia autostima, vi inviterei comunque a votarlo e farlo votare (fino ad ora, lo hanno fatto in 692)
in questo post avrei voluto parlare anche del fatto che ieri, il concerto dei portishead, è stato assolutamente meraviglioso. a parte il fatto, assolutamente non secondario, che non è possibile fare un concerto alla domenica, perché la domenica sera è da passare in casa, a vedere un film, a rilassarsi, a riprendersi da un weekend con poche ore di sonno e con un’ora rubata dalla tanto agognata ora legale (anche se, a ripensarci quell’ora legale, fu molto traumatica l’anno scorso, quando mi fu rubata a modena, sotto un diluvio, e con meno ore di sonno in saccoccia ed un doposbronza da smaltire). comunque, dicevo, avrei voluto scrivere del fatto che il concerto dei portishead è stato meraviglioso. per essere perfetto sarebbe dovuto durare due canzoni in meno. ma così, sarebbe stato veramente perfetto: beth gibbons ha una voce stupenda, come giustamente ha detto un mio amico, sembrava che sul palco ci fossero sette donne, a cantare. e poi hanno fatto tutte le vecchie canzoni che ogni singolo fan avrebbe voluto ascoltare. ed inoltre, hanno suonato tutti i brani del nuovo disco che meritano assolutamente di essere ascoltati dal vivo. perché il loro nuovo disco, questo non l’avevo ancora detto, è un signor disco: assolutamente non scontato, assolutamente nel segno della tradizione, assolutamente moderno ed attuale: ci speravamo un po’ tutti, quando a fine anno erano venute fuori notizie circa un ritorno dei nostri eroi. ma una cosa è sperarci, un’altra è avere il risultato a portata di orecchie (e ieri sera, anche di occhi), e poterlo ascoltare, tutti i giorni, almeno una volta al giorno. e ci penserò anche ogni volta che uso questa tazza, ad esempio.
in questo post avrei voluto parlare anche del fatto che, è in uscita il nuovo disco dei notwist dal titolo “the devil, you + me”. dei notwist non dovrei dire niente, tranne che anni fa avevano fatto il miglior disco (in assoluto, questo lo dico, senza paura), che il sottoscritto abbia mai ascoltato negli ultimi anni, e che quindi la paura, verso un loro nuovo disco, era tantissima. ebbene, se il primo ascolto mi aveva lasciato deluso, adesso, che sto ascoltandolo con più calma, inizio a sorridere un po’ di più. e forse, c’è anche la nuova “one with the freaks” anche sul nuovo disco. si intitola “boneless”, e la potete scaricare qui.
in questo post avrei voluto parlare anche un po’ di inter, del fatto che oramai sono mesi che non giochiamo più, e del fatto che a furia di rubare questo campionato, nelle ultime due partite ci han rubato tre punti, convalidando due gol in fuorigioco (che poi tutto ciò sia successo in un contesto in cui la squadra abbia giocato di merda, poco importa. d’altronde, nel calcio, non sempre vince la squadra più forte. anzi.). comunque, per sdrammatizzare, qui trovate le pagelle (con molto ritardo, lo so), di inter-juve di interistiorg. tra le mie preferite, mi permetto di segnalare maicon, stankovic, e chivu.
in questo post avrei voluto parlare del fatto che dopo la pausa pasquale, oggi si torna al corso di spagnolo, e del fatto che avrei dovuto leggere un libricino, o un articolo di giornale per allenarmi, e poi fare un piccolo riassunto, che dovrò leggere in classe. e quindi del fatto che stasera, tornato a casa, dovrò cercare in giro per casa il quotidiano di un mese fa, retaggio della trasferta di febbraio a madrid, cercare un articolo, e provare a riassumerlo. e la tentazione di bigiare, stasera, retaggio anch’essa, ma di molti anni addietro, è forte, fortissima.
ecco, avrei voluto parlare di tutte queste cose, non fosse che sono due settimane che mi sento tutto, fuorché ispirato. e che se ho scritto comunque due pagine di word, in treno da bovisa a merone, è solo per le persone che si presentano a fine serata, anziché ad inizio serata. perché anche presentarsi a fine serata, anziché all’inizio, ha una sua sacralità. e se non potrà leggere oggi, questa persona, leggerà domani. tanto, non è che abbia scritto chissà cosa, oggi.
