LA SCOMPARSA DELLE MAIL
ci stavo pensando l’altro giorno, aprendo la mia mail. facendolo, ho avuto la stessa sensazione che ciascuno di voi può avere, ogni giorno, se apre la propria buca delle lettere: bollette, qualche volantino pubblicitario, qualche supermercato che vi invita a sovracomprare a sottocosto. nient’altro. in gioventù, a quindici anni, ricordo che quando tornavo dalle vacanze, controllavo sempre la buca, sperando che ci fosse qualche cartolina indirizzatami da qualche amico. adesso, le cartoline, diciamolo, le vendono soltanto per le nonne. cioè, credo siano le uniche destinatarie, di cartoline. ed infatti, probabilmente per andare incontro all’unica nicchia di mercato ancora aperta, le immagini nelle cartoline sono sempre più grandi (niente paesaggi vasti o indefiniti ma uno solo, centrato, ed enorme, ad occupare il 90% della foto) e sul retro l’indicazione, a caratteri cubitali o con colori a prova di cataratta per capire la località dalla quale è arrivata la cartolina.
ecco, ultimamente, anche con le mail, è la stessa cosa. la mail, la lettera degli anni 2000, sta sparendo. è solo una mia impressione, o anche per voi è così? apro la mia casella email, e ci trovo una decina di messaggi: un paio hanno come destinatario adminviagra, e li cestino subito (sono in attesa, da parte loro, ovviamente, di un’offerta sottocosto), le altre arrivano tutte da facebook. gente che accetta la richiesta di amicizia, gente che chiede di esser aggiunto come amico, gente che ti invita ad eventi improbabili in friuli, gente che ti invita a gruppi tipo “trasferiamoci tutti in friuli”. nient’altro. non ci sono altre mail. fino ad un po’ di tempo fa non era così: capitava di ricevere una mail lunga, o comunque con un minimo di contenuto, che aveva il compito che fino a pochi anni fa era occupato da una telefonata, o da una lettera.
adesso tutti, me in primis, comunichiamo via sms, o tramite la chat, su msn, o su facebook, scrivendo in “bacheca”. dialoghi minimal, due o tre verbi, puntini di sospensione, una domanda, non di più.
non ti arriva una mail per invitarti ad una serata, ti arriva l’invito su facebook.
non ti scrivono sull’indirizzo mail per invitarti a cena, ma creano un evento.
non so quando sia successo, ma l’impressione è che la mail sia morta. se ci fate caso, non ci sono neanche più le odiose catene di mail, inoltrate ad oltranza, di gente che aveva bisogno di un trapianto urgente di polmone all’università di pavia, o di mail che se non venivano inoltrate entro 10 minuti a venticinque persone il vostro amato vi avrebbe lasciato dopo avervi asportato un polmone.
non so quando sia successo, ma è bastato un attimo. è la società moderna, evidentemente. tra poco la mail in quanto tale, magari, non servirà più, se non per lavoro. e facebook gestirà tutto. io, nel frattempo, forse, dovrei fare come la gio, che nei momenti liberi al lavoro fa il contrario di quello che fa ogni singolo utente su facebook: passa il tempo a sfoltire i suoi contatti; finchè non toglie anche me, sono tranquillo.
